Orior

2005, ottone, hardware, 120 x 50 x 0,02

I lavori della serie Orior sono ottenuti sagomando sottili lastre di ottone (0,5 mm), una materia che non ha spessore, una materia luminosa che suggerisce non una natura organica ma un’energia primordiale.
Dietro ogni forma è posizionato uno speaker audio collegato ad un hardware appositamente assemblato e programmato. Questo dispositivo, completamente nascosto alla vista, consente l‘emissione di un’onda sonora a bassa frequenza (non udibile ad orecchio umano) che fa entrare in vibrazione ciascuna delle lastre. L’effetto che si ottiene è un leggero tremito delle forme e il generarsi di un suono profondo e carico di suggestioni.
Orior è parola latina che significa “nasco, sorgo” e ancora “spuntare, cominciare, alzarsi”, quasi a racchiudere in sé l’idea della radice delle cose. Da qui derivano parole come “Oriente” (il luogo dove sorge il sole) e, allo stesso tempo, “orto”
(il luogo dove la terra dà i suoi frutti) e ancora, “origine”.